«Voto leale, non arruoliamo giocatori di squadre avversarie»

Settembre 25, 2007

(25 Set 07)

Gianni Colucci
«Basta conflitti, ma anche basta a chi pretende di dire dove sia il bene e dove il male. All’arroganza rispondiamo con la mobilitazione», Tino Iannuzzi – alla convention che ha aperto la sua campagna elettorale per l’elezione a segretario regionale del Pd, sceglie bene le parole ed evita i toni da crociata. Ma qualche colpo ben assestato a De Luca lo piazza. «Io nel gioco della gestione del potere sono sempre stato fuori. Le accuse ridicole sulle spartizioni non le accettiamo». E poi sgombera il campo anche dall’idea del municipalismo esasperato, cavallo di battaglia di De Luca: «E’ un’idea destinata ad un malinconico tramonto». Conclude con la sua biografia di salernitano «vero», un argomento inedito in assoluto da contrapporre al cantore della salernitanità: «Non vengo dall’anno zero, sono di questa città e le mie battaglie le ho fatte per tutti. Ho lavorato sul territorio e mi conoscete». E si toglie lo sfizio di rimbeccare anche il sindaco ”del fare”: «Il centro sociale di Matierno, 1,5 milioni sollecitati da me in Finanziaria: c’è il progetto ma non l’appalto, perchè non lo si fa?». E non può mancare la riflessione sull’appello alle destre. «Noi chiediamo il voto a chi rivendica di appartenere alla nostra cultura, non immaginiamo di alterare le regole del gioco portando in campo i giocatori con la maglietta della squadra avversaria. Chi agita queste armi si vede che ha paura, sa di non potersi confrontare con noi».

C’è spazio anche per il programma: «Vogliamo far dialogare il Mezzogiorno con il Paese e puntiamo a fare della Campania la capofila delle regioni meridionali che non chiedono assistenzialismo ma infrastrutture». E poi ricorda che l’impegno istituzionale sulle infrastrutture coincide con la sua idea di sviluppo complessivo, lontano dai municipalismi e basato su una filiera istituzionale che metta insieme le istituzioni regionali, comunali e territoriali a maggior ragione perchè governate tutte dal centrosinistra. Un’idea diametralmente opposta all’eterno conflitto che ha connotato i rapporti interistituzionali e finanche territoriali dell’era De Luca. «Penso a investimenti concentrati per filoni e grandi opere: la Avellino-Salerno e la Contursi-Lioni ad esempio». E concede al sindaco di Salerno solo il sostegno all’idea della provincializzazione della gestione dei rifiuti e la realizzazione di un termovalorizzatore per la città. Riconferma l’impegno per l’azienda ospedaliera e la facoltà di medicina e non rinuncia a dire che è stato lui a lavorare per aumentare i posti alla facoltà e per portare i fondi per la clinicizzazione dell’ospedale di San Leonardo: «Gli altri dov’erano?», chiede polemicamente.

Ma conclude conciliante: «Il futuro arriva il 15 ottobre. Per questa cosa tutta da edificare abbiamo bisogno della partecipazione di ognuno. Per questo i toni da guerra civile non mi piacciono». Mario De Biase sorride quando ancora lo chiamano sindaco. E non si sottrae alla richiesta di commenti su De Luca: «La censura di Veltroni non arriva? Bettini, il braccio destro di Veltroni, quel che c’era da dire le ha dette. Queste sono cose già viste. Non ricordate i manifesti? Quelli che dicevano ”grazie Mario?” quando era lui candidato? Ebbene anche quello era un modo per fare voti, senza tanti complimenti. Bisogna capire che stiamo facendo una cosa nuova, chi non lo capisce è superato dalla storia».

E tra i volti che si rintracciano nella grande sala dell’hotel sul mare ci sono anche inedite presenze come quella di Raffaele Ferraioli, consigliere comunale delegato alla sanità. Ma è l’ala sanitaria della Margherita a non far mancare il proprio sostegno: manager (in testa Bianchi), direttori sanitari (dal Vallo di Diano e dal Saprese soprattutto), l’ex sindaco di Nocera Montalbano. Infine, presenti anche se in parte divisi, i segretari dei sindacati: da una parte Ciotti e Tavella, all’altro capo della sala Riccardo Fiore. Infine i docenti universitari: Stanzione, Amendola, De Simone; il presidente della Sdoa, Paravia. E per le imprese il presidente del Cidec Mario Arciuolo e gli ex assessori di De Biase Mauro Scarlato e Ambrogio Ietto. Un «in bocca al lupo» via telegramma, infine, da Tommaso Biamonte.

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