(24 Set 07)
Gian. Col.
«Il richiamo agli elettori di destra? In effetti non ci si iscrive al Pd andando a votare alle primarie. Ma si può inquinare il voto». Alfonso Andria dopo l’affondo abbozza un sorriso: «Questa volta sono io a puntare sulla salernitanità. Io sostengo un salernitano, Iannuzzi; e lo faccio con i modi della politica educata. Quella maleducata allontana la gente».
Torna l’eterno scontro Alfonso Andria e Vincenzo De Luca, eterni nemici costretti a militare nella stessa compagine, si contendono ancora una volta la piazza salernitana. «A Salerno ci sono due sensibilità non omologabili, ma questo è un concetto sano della democrazia. Ma io non mi sento contro nessuno. Da tempo sto conducendo una campagna capillare per il partito e non solo nella Margherita».
A Salerno al lavoro c’erano anche altri: De Luca, Villani… «Io li ho invitati il 24 luglio ad una riunione con Pistelli, c’erano centinaia di persone che avevano partecipato agli incontri preliminari. Parlarono 24 giovani tra i 30 e i 40 anni… loro non c’erano». Anche De Luca fa appello a tutti, anche al centro destra. «Quell’appello la dice lunga su come si vuole vivere questa fase. Non stiamo facendo una guerra. Chi la vive come uno scontro ha della politica una concezione tribale. Non possiamo dare un’idea ringhiosa di questo processo. La gente finisce per chiedersi perchè debba starci in questa faida o baraonda o regolamento di conti».
Margherita e Pd non sono mai riusciti a dialogare davvero in provincia di Salerno… «Vivo questo momento per costruire e non distruggere, senza l’idea di lanciare bombe: e poi al Comune c’è una lista civica e non il Pd. Ma i partiti sono superati dagli eventi, adesso. Inutile continuare ad emettere sentenze o anatemi».
Cosa si aspetta da Veltroni? «Beh, io con Veltroni e Fraceschini mi sono schierato da tempo, altri hanno atteso prima di collocarsi. Non aspetto indicazioni dall’alto». Invece… «Invece altri subiscono pressioni psicologiche. Sono soggiogati. Constato una contraddizione, tutta salernitana: si va verso la vittoria di Veltroni in regione mentre in provincia c’è un clima di terrore e si spara da un marciapiede all’altro».