(2 Ago 07)
Emanuele Macaluso
Edmondo Berselli, su “Repubblica”, ha scritto un pezzo per spiegare come e perché il Pd ha respinto gli “assalti corsari” di Pannella e Di Pietro. Le ragioni politiche, dice Berselli sono note: Pannella voleva fare solo ammuina. Eppure autorevoli esponenti del Pd (Chiamparino) avevano detto che l’apporto di Pannella era vitalizzante. Altri, pare lo stesso Prodi, avevano incoraggiato Di Pietro a correre perché l’ex pm è un democratico doc. E allora? Berselli che è persona intelligente, fine analista e conoscitore delle vicende politiche del Pd, nel suo pezzo non ci spiega perché i “due”, da sponde opposte, considerano il Pd la loro casa. La verità è che i leader Ds e Margherita non volevano apparire come cuochi di una cucina casalinga che ammannivano un minestrone freddo e insipido. Quando qualcuno, provocatoriamente o seriamente, ha detto: bene ci siamo, riscaldiamo e saliamo la minestra, si è tornati indietro.
Berselli usa una bella espressione: «quelle candidature estemporanee riportano il Pd alla fase “liquida”». Ma non sarebbe giusto, onesto e corretto dire la verità: il Pd non può essere altro che la somma algebrica di Ds + Margherita – qualcosa.
Non è poi una vergogna. È cosi?