Spaventa, il PD e il sogno d’estate

Luglio 7, 2007

(5 Lug 07)

Emanuele Macaluso

Luigi Spaventa ha scritto ieri su “Repubblica” cose del tutto condivisibili sul conservatorismo di una certa sinistra che ha «impedito di occuparsi di temi che proprio essa dovrebbe far propri: le nuove povertà, la precarietà dei giovani ai quali si chiede solo di aspettare… per riscrivere un nuovo patto generazionale tra gli italiani». Osservazioni che i lettori hanno potuto trovare anche su questo giornale dal giorno in cui nacque. Il governo, invece, non ha scelto questa strada ed è impantanato all’interno della sua maggioranza (si fa per dire) che si richiama all’inutile librone elettorale dell’Unione. Spaventa elogia il discorso di Veltroni di Torino che si discosta, dice, radicalmente dal governo e dal manifesto del Pd. E conclude: «Veltroni chiede che il nuovo partito sia veramente nuovo per ispirazione politica e perciò diverso dai partiti che oggi concorrono a formarlo». Con Spaventa altri (come Peppino Caldarola) dicono che Veltroni farà «un’altra cosa» rispetto a ciò che sono oggi Ds e Margherita.

Che il Pd sarà un’altra cosa è un’ovvietà, che possa essere cosa sostanzialmente diversa dalla somma dei due partiti e dei loro «oligarchi» è un sogno di questa estate destinato a bruschi risvegli.

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