(17 Mag 07)
Emanuele Macaluso
Leggo sul “Corriere” alcune reazioni di dirigenti regionali e nazionali dei Ds a una intervista che ho rilasciato a Riccardo Barenghi sulla “Stampa” sul voto e sulla sinistra siciliana, che giustificano quei miei giudizi. Il giovane segretario regionale dei Ds Tonino Russo dice che «critico da lontano e rimpiango i tempi del vecchio Pci». Essere lontano (e dove?) non mi impedisce di seguire i fenomeni politici e di dare un giudizio che certo non riguarda l’attuale segretario, dato che ho detto che certi processi negativi sono iniziati quando c’era ancora il “vecchio Pci”. Quello che manca, caro Russo, è la verità su ciò che oggi sono i Ds e la Margherita in Sicilia e nel Sud nel momento in cui vi unite per costruire il Pd. Se non c’è un’analisi seria per capire cosa fare, non andrete lontano. Violante dice di non conoscere «una sinistra vincente ed egemone in Sicilia». E perché dovrebbe conoscerla?
Si può essere vincenti ed egemoni anche dall’opposizione se si incide sulla vita sociale e politica. Avere ottenuto il 45% per il candidato del centrosinistra, per esempio, non è poco. Ma c’è un’opposizione in grado di organizzarsi sulla base di un suo progetto per fare la sua battaglia? È questo il punto.