Avete voluto il Pd? Ora pedalate

Maggio 14, 2007

(14 Mag 07)

Abbiamo voluto la bicicletta, ora tocca pedalare. Abbiamo voluto un partito nuovo e vero, compresa quella roba delle culture che si mescolano e delle appartenenze che si sciolgono? Ecco, forse sta per capitare. Chi se n’è andato bofonchiando sul patto di potere Ds-Margherita potrà ricredersi, soprattutto se nel frattempo deve districarsi fra i micro-poteri di Diliberto e Boselli. A prendere alla lettera e nello spirito il vertice ulivista di ieri, stiamo per affrontare il mare aperto.
Il percorso verso la Costituente del Pd non prevede che pochi paletti.
Alcuni di questi non sono dichiarati e neanche ancora piantati: riguardano la gestione dei patrimoni, delle sezioni eccetera.
Gli altri, quelli più “politici”, sono molto larghi, sicché la strada tracciata è ampia a sufficienza da consentire praticamente di tutto. Per esempio, in vista della Costituente, la presentazione di liste non diessine né margherite, ma già espressione di intese trasversali.
Per dirne una, oggi i giornali si sbizzariranno sull’ipotesi di liste che potremmo definire “D’Alema-Marini”. Ne approfittiamo e chiedendo scusa agli interessati (sicuramente ignari, infatti hanno smentito) facciamo finta che sia vero. Bene, si tratterebbe di una scelta positiva, naturale e coerente con lo spirito del nuovo partito. Naturalmente andrebbe giustificata con una linea politica peculiare e con una prospettiva di leadership.
Non potrebbe giovarsi surrettiziamente delle rendite di posizione passate. Ma sarebbe il segno che siamo davvero nella fase nuova. Che il Pd esiste.
Non si può esitare o resistere davanti a questa tendenza.
Toccherà farci i conti e attrezzarsi.
Ragionare nei nuovi termini, come se si fosse traslocato in un’altra città. Soprattutto, sarà difficile continuare a giocare a carte coperte, per chiunque abbia la legittima ambizione di guidare la stagione che si apre.

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